Priorità a medio termine di politica della spesa e riforme strutturali

In breve

Secondo il principio del freno all’indebitamento sancito nella Costituzione federale, nell’arco di un ciclo congiunturale le uscite della Confederazione non devono superare le entrate. In tal modo si intende evitare l’insorgenza di deficit cronici. Se dovesse profilarsi un disavanzo, il Consiglio federale deve garantire l’equilibrio dei conti pubblici e il rispetto del freno all’indebitamento tramite misure di risparmio. Tali misure possono essere sottoposte al Parlamento nel quadro del preventivo e del piano finanziario o con un messaggio separato. I programmi di risparmio non rappresentano invece una misura auspicabile, non rientrando tra gli obiettivi della politica finanziaria. Il Consiglio federale intende ridurne la frequenza attuando una politica finanziaria lungimirante (definizione delle priorità) e riforme strutturali.

Priorità di politica in materia di uscite

Ogni preventivo approvato dal Consiglio federale e dal Parlamento deve rispettare le direttive del freno all’indebitamento: le uscite preventivate non possono essere superiori alle entrate corrette in funzione della congiuntura. Tuttavia, il freno all’indebitamento non dà alcuna direttiva sull’ammontare delle entrate e sulla ripartizione dei mezzi a disposizione per adempiere ai vari compiti della Confederazione. Non vi sono vincoli nemmeno riguardo al finanziamento dei nuovi compiti, che può avvenire tramite maggiori entrate o con la riduzione delle uscite per i compiti esistenti.

Anche con il freno all’indebitamento è quindi necessaria una strategia di politica finanziaria. A tal fine, in ogni piano finanziario di legislatura il Consiglio federale definisce delle priorità di politica finanziaria a medio termine sotto forma di un programma di politica fiscale e di obiettivi pluriennali riguardanti il tasso di crescita delle uscite. Una pianificazione che si protende oltre la singola legislatura permette di individuare in anticipo il margine di manovra e le anomalie strutturali, in modo da poter intraprendere tempestivamente le riforme necessarie. Poiché spesso i grandi progetti di riforma non hanno effetti finanziari sulla legislatura in corso, l’elaborazione di tale strategia si rivela necessaria. Infine, un profilo delle priorità definito migliora anche la sicurezza nella pianificazione per i beneficiari delle prestazioni e l’amministrazione. In tal modo l’Esecutivo intende garantire una politica finanziaria stabile e favorevole alla crescita.

Obiettivi di crescita 2015–2024
Mio. CHF

Prospettive a medio termine 2024

Tasso di crescita Ø
2015–2024 (in %)

Totale

83 281

2,4

Premesse istituzionali e finanziarie

≥ 2 852

≥ 0,4

Ordine e sicurezza pubblica

≥ 1 213

≥ 0,9

Relazioni politiche ed economiche con l’estero

≥ 948

≥ -1

Cooperazione internazionale

3 108

1,7

Difesa nazionale

5 629

2,0

Educazione e ricerca

8 822

2,0

Cultura e tempo libero

≥ 563

≥ 1,2

Sanità

≥ 250

≥ 0,7

Previdenza sociale (esclusa la migrazione)

27 779

3,1

Migrazione

< 1 544

<2,1

Trasporti

≥ 11 147

≥ 3,0

Ambiente e assetto del territorio

≥ 1 493

≥ 0,3

Agricoltura e alimentazione

3 514

-0,5

Economia 

2 074

12,1

Finanze e imposte

12 345

2,4

A determinati intervalli risultano tuttavia necessari dei programmi di risparmio. Ciò accade, ad esempio, se le entrate corrette in funzione della congiuntura sono inferiori rispetto a quelle preventivate o se vengono decisi contemporaneamente troppi progetti nuovi. Dall’introduzione del freno all’indebitamento nel 2003 il Consiglio federale ha presentato cinque messaggi sui programmi di risparmio: i programmi di sgravio 2003 e 2004 (PSg 03 e PSg 04), il Programma di consolidamento 2012–2013 (PCon 12/13), il pacchetto di consolidamento e di verifica dei compiti 2014 (PCon 2014) e il programma di stabilizzazione 2017–2019. Inoltre, in particolare nei preventivi 2016 e 2018, sono state operate delle cospicue riduzioni che non sono state trasmesse al Parlamento in un messaggio separato.

Riforme strutturali

Per tornare ad avere un maggiore margine di manovra a medio e lungo termine nel bilancio della Confederazione, all’inizio della legislatura 2015–2019 il Consiglio federale ha deciso di avviare riforme strutturali che riguardano l’intera gamma di compiti della Confederazione. Lo scopo è di ottenere un allentamento dei vincoli posti alle uscite, di ottimizzare le strutture amministrative e di aumentare l’efficienza. Nel 2018 l’Esecutivo ha quindi adottato un pacchetto di misure concrete e conferito mandati di verifica. Tra queste misure figurano, ad esempio, il riposizionamento di Agroscope, l’esame di un eventuale trasferimento dei compiti operativi nel settore delle strade nazionali a un istituto e la riduzione dell’indicizzazione dei conferimenti al Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FIF). Alcune misure, come l’aumento dell’efficienza nei settori dell’edilizia e delle pubblicazioni, sono già state attuate con il preventivo 2019. Nel quadro del consuntivo il Consiglio federale riferisce regolarmente in merito allo stato di attuazione delle riforme in corso.

Prospettive

In vista del programma di legislatura 2019–2023, il Consiglio federale stabilirà le priorità di politica finanziaria dando precedenza alle riforme fiscali e definendo gli obiettivi di crescita per i singoli settori di compiti. A tale riguardo, in una prima fase verranno formulate prospettive finanziarie a medio termine riguardanti la possibile evoluzione delle finanze della Confederazione, alle condizioni quadro vigenti, nei prossimi 8–10 anni. In un secondo momento, tale scenario verrà adeguato ai progetti previsti nel programma di legislatura sul versante delle uscite (in particolare ai decreti finanziari pluriennali) e alle riforme fiscali (autunno 2019). Nel gennaio del 2020 il Consiglio federale adotterà le priorità di politica finanziaria insieme al piano finanziario di legislatura 2021–2023.

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Ultima modifica 20.09.2019

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