Basi giuridiche politica monetaria
La legge federale del 22 dicembre 1999 sull’unità monetaria i mezzi di pagamento (RS 941.10) stabilisce che l’unità monetaria svizzera è il franco. I mezzi legali di pagamento sono le banconote, le monete e i depositi a vista presso la Banca nazionale svizzera (BNS). Le banconote possiedono un potere liberatorio legale illimitato, mentre quello della moneta divisionale è limitato a 100 pezzi. La BNS emette le banconote, mentre le monete sono coniate da Swissmint, un’unità amministrativa dell’AFF.
Mezzi di pagamento pubblici
La legge federale sull’unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP; RS 941.10) stabilisce che l’unità monetaria svizzera è il franco. Secondo la stessa legge, i mezzi legali di pagamento – vale a dire quelli che consentono di estinguere debiti in denaro in modo giuridicamente valido – sono le monete, le banconote e i depositi a vista presso la Banca nazionale svizzera (BNS). Per ragioni storiche, i mezzi di pagamento sono emessi da due istituzioni diverse: la BNS emette le banconote, mentre le monete sono coniate da Swissmint, un’unità autonoma dell’Amministrazione federale delle finanze. Swissmint fornisce la moneta divisionale alla BNS, la quale a sua volta la mette in circolazione secondo le esigenze dell’economia. La Banca nazionale stabilisce anche il valore nominale e la foggia delle banconote. Ne sceglie il taglio in modo da garantire all’economia un approvvigionamento ideale di banconote. Per quanto riguarda la foggia delle banconote, la sicurezza contro la falsificazione svolge un ruolo particolarmente importante.
Se le banconote e i depositi a vista presso la BNS possiedono un potere liberatorio legale illimitato, vale a dire possono essere utilizzati per l’estinzione di debiti e devono essere accettati in pagamento senza limitazione di somma, il potere liberatorio legale della moneta divisionale è limitato a 100 pezzi. Le monete commemorative non sono un mezzo legale di pagamento e possono pertanto non essere accettate. Anche i mezzi di pagamento emessi da privati, come assegni, carte di credito e di pagamento, averi bancari e in conto corrente postale o denaro elettronico, non hanno alcun potere liberatorio legale e quindi non sono disciplinati nella LUMP.
Moneta
La politica monetaria della Svizzera è di competenza della BNS e del DFF. Essa è strutturata in modo flessibile per poter intervenire in caso di instabilità del valore interno o del valore esterno.
La politica monetaria è di competenza della Banca nazionale svizzera (BNS). Le questioni relative alla governance e alle basi legali della BNS sono di competenza del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Gli atti normativi nell’ambito del diritto monetario e riguardante la BNS rientrano nella competenza del DFF e sono disciplinati da procedure cui partecipano il DFF e la BNS.
Diversamente dai regimi monetari esteri, la Costituzione federale (art. 99) e la legge federale sull’unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP; RS 941.10) non prevedono alcuna disposizione sul sistema monetario nazionale, bensì esprimono l’apertura del legislatore nei confronti delle due diverse scelte di base in materia di politica monetaria: la banca centrale può ambire alla stabilità del valore interno, intesa come stabilità dei prezzi, attraverso il controllo di volumi monetari oppure alla stabilità del valore esterno mantenendo costante il corso del franco rispetto a un’altra valuta o a un paniere di valute mediante interventi sul mercato delle divise. Per ragioni pragmatiche, la legge non stabilisce né la procedura né la competenza per la determinazione del valore esterno della moneta svizzera.
Dal passaggio a corsi di cambio flessibili avvenuto nel 1973, il corso del franco svizzero è determinato dalle forze di mercato. La politica monetaria della BNS, il cui scopo secondo la legge sulla Banca nazionale (LBN; RS 951.11) è garantire la stabilità dei prezzi (stabilità del valore interno), rimane ovviamente un fattore fondamentale. Poiché il valore esterno del franco riveste una grande importanza per l’andamento dell’economia e, quindi, anche per l’andamento del rincaro, la BNS ne tiene conto nelle proprie decisioni di politica monetaria.