Le cinque domande principali sulla riduzione del debito causato dalla pandemia di COVID-19

18.03.2022

Il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente la riduzione del debito causato dall’epidemia di COVID-19. I debiti supplementari accumulati a causa delle elevate uscite straordinarie volte ad arginare le ripercussioni della pandemia di coronavirus devono essere compensati con future eccedenze di finanziamento. Cinque domande sull'argomento.

Perché la Confederazione deve ridurre fino a 30 miliardi di franchi di debito?

Il freno all’indebitamento esige che le uscite e le entrate siano mantenute in equilibrio, quindi non ammette alcun nuovo debito a lungo termine. Nel bilancio straordinario, le elevate uscite straordinarie per fronteggiare la pandemia da coronavirus generano un deficit che va compensato. Attualmente il Consiglio federale ipotizza per la fine del 2022 un disavanzo del conto di ammortamento pari a 25–30 miliardi. Il conto di ammortamento funge da statistica delle uscite e delle entrate straordinarie. Le uscite straordinarie sono ammesse soltanto in casi eccezionali, come gravi recessioni, catastrofi naturali o appunto una pandemia.

In che modo può essere ridotto questo debito?

Da un lato, per compensare il disavanzo saranno utilizzate le distribuzioni supplementari dell’utile della Banca nazionale svizzera (BNS), attualmente pari a 1,3 miliardi di franchi all’anno. Dall’altro, è necessaria una modifica di legge temporanea. Quest’ultima prevede di utilizzare le eccedenze di finanziamento per ridurre il debito e di prolungare il termine di ammortamento legale. Il debito dovrà essere ridotto senza ricorre a programmi di risparmio o ad aumenti delle imposte e in modo tale da compromettere il meno possibile la ripresa economica.    

Considerati gli scostamenti per difetto rispetto al preventivo (sopravvalutazione delle uscite nel preventivo), le eccedenze di finanziamento dovrebbero ammontare a circa 1 miliardo all’anno. Tenuto conto anche delle distribuzioni supplementari dell’utile della BNS, il debito causato dalla pandemia di COVID-19 potrà essere ridotto di 2,3 miliardi all’anno. In tal modo, il disavanzo potrà essere compensato entro 11–13 anni. Il termine di ammortamento deve quindi essere prolungato fino al 2035.

Perché il debito non può essere semplicemente lasciato invariato? Altri Paesi sono molto più indebitati della Svizzera.

La situazione attuale ce lo dimostra perfettamente: la prossima crisi può sopraggiungere in qualunque momento. La pandemia è in fase di regressione ma già ci troviamo di fronte a una nuova crisi. Tuttavia, alcuni dei nostri Paesi limitrofi si trovano in una situazione di partenza caratterizzata da debiti elevati e quindi hanno un margine di manovra più contenuto. I Paesi che aumenteranno ulteriormente il loro debito saranno particolarmente esposti se i tassi d’interesse – come si può prevedere – inizieranno nuovamente a crescere. Ciò dimostra chiaramente quanto sia importante una buona situazione politico-finanziaria. Il Consiglio federale intende pertanto compensare integralmente il debito causato dalla pandemia di COVID-19 per poter affrontare al meglio eventuali sfide e crisi future.

Per quale motivo il Consiglio federale intende compensare integralmente il debito?

Vi sono una serie di motivi a favore di questa soluzione:

  • Il meccanismo del freno all’indebitamento si è dimostrato efficace. Negli anni che hanno preceduto la crisi la Confederazione non solo è stata in grado di ridurre il proprio debito, ma persino di aumentare notevolmente le uscite. Pertanto, il Consiglio federale intende intervenire il meno possibile nell’attuale meccanismo.
  • La pandemia ha dimostrato quanto velocemente il debito possa aumentare e quanto sia importante avere un bilancio solido per poter adottare rapidamente provvedimenti di ampia portata.
  • La solidità delle finanze pubbliche è un fattore di localizzazione fondamentale per molte imprese e accresce la competitività della Svizzera. Questo aspetto è centrale anche in vista della riforma fiscale dell’OCSE.
  • Oltre alla pandemia e alla crisi in Ucraina, molte altre sfide attendono il nostro Paese. È probabile che soprattutto l’invecchiamento della popolazione e il cambiamento climatico graveranno a lungo termine sulle finanze pubbliche.
  • Una compensazione integrale del debito può essere attuata senza misure drastiche per il bilancio federale. Le nostre uscite continueranno comunque a crescere.

Questi cambiamenti mineranno il principio del freno all’indebitamento?

Il Consiglio federale si attiene al principio collaudato del freno all’indebitamento, che rappresenta uno dei successi della Svizzera. Non è un caso che questa regola fondamentale in materia di uscite sia ancorata addirittura nella Costituzione. Anche 20 anni dopo la sua introduzione a seguito dell’accettazione da parte della stragrande maggioranza del Popolo, il freno all’indebitamento gode ancora di un ampio consenso nella popolazione e in Parlamento. Le modifiche sono previste a livello di legge e riguardano solo la riduzione del debito causato dalla pandemia di COVID-19.

Comunicato stampa   

Ultima modifica 29.06.2022

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