Proiezione 2019

14.08.2019

Perché la Confederazione realizza più utili di quanto preventivato?

È disponibile la prima proiezione per il 2019. Sette domande e risposte essenziali al riguardo.

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1.    Perché la Confederazione realizza molti più utili di quanto preventivato?

Il miglioramento del risultato è dato da due fattori: maggiori entrate e minori uscite, che in termini percentuali si scostano soltanto di poco dal preventivo (entrate: +0,9 %, uscite: -1,3 %). Tuttavia, con un bilancio complessivo di oltre 70 miliardi di franchi, ciò si traduce rapidamente in importi molto elevati.

Il fatto che le entrate siano sensibilmente superiori è, per così dire, una «conseguenza tardiva» della buona situazione del 2018: poiché l’economia ha registrato una crescita molto più forte di quanto ipotizzato e anche gli utili sono stati più elevati, sono maggiori anche le entrate fiscali che ora confluiscono alla Confederazione con il normale differimento.

Inoltre, la Confederazione ha conseguito entrate straordinarie che non potevano essere previste (provenienti soprattutto dalla vendita all’asta di licenze di telefonia mobile) pari a quasi mezzo miliardo di franchi (490 mio.).

Per quanto riguarda le uscite, l’Amministrazione dimostra ancora una volta che impiega i fondi stanziati con parsimonia. Non cerca di spenderli tutti a fine anno in preda a una «febbre dicembrina», ma lascia residui di credito, che nel 2019 dovrebbero ammontare a 1,5 miliardi di franchi. Anche le aggiunte e altri aumenti di credito vengono chiesti solo se sono necessari. Il maggiore fabbisogno del 2019 è stimato a 0,6 miliardi. Dai due fattor cumulati risulta l’atteso avanzo rispetto al preventivo di 0,9 miliardi.

2.    La ripresa economica era già nota. Perché la Confederazione ha sottostimato le entrate fiscali nel preventivo 2019?

Una crescita relativamente elevata era attesa già nel preventivo 2019: per l’imposta federale diretta era stata anticipata una crescita del 5,8 per cento e per l’imposta preventiva un aumento del 14,1 per cento. Ora la proiezione mostra però che queste previsioni di crescita probabilmente erano ancora troppo prudenti. Il motivo risiede nel fatto che sia nel 2018 che nel 2019 il risultato è stato migliore del previsto. Per contro, l’imposta sul valore aggiunto presenta un aumento inferiore al previsto.

Tabella 1: Tassi di crescita delle entrate fiscali preventivati e attesi
In % Crescita preventivata nel P 2019 rispetto al P 2018 Crescita attesa secondo la proiezione per il 2019 (rispetto al P 2018)
Imposta federale diretta 5,8 8,5
Imposta preventiva 14,1 21,2
Imposta sul valore aggiunto 3,0 1,9

Figura 1: Evoluzione dell’imposta federale diretta e dell’imposta preventiva dal 2009 (indicizzata)

3.    Perché secondo la proiezione le entrate dell’IVA sono inferiori al previsto?

Le minori entrate pari a 240 milioni rispecchiano il rallentamento congiunturale nell’anno in corso. Se il preventivo 2019 si basava ancora su un aumento nominale del PIL pari al 2,7 per cento, ora il gruppo di esperti ha corretto al ribasso la propria stima portandola all’1,8 per cento. Un tale cambiamento si riflette direttamente sull’imposta del valore aggiunto, che viene riscossa sui prodotti venduti e le prestazioni di servizi fornite. Già il 2018 è stato inferiore alle aspettative.

4.    Perché l’imposta preventiva è così difficile da stimare?

Per l’imposta preventiva non vengono effettuate proiezioni perché manca una base di calcolo solida. La volatilità dell’imposta preventiva (entrate e rimborsi) su base mensile provoca grande incertezza nelle stime puntuali per il risultato dell’esercizio.

Per questo motivo, la proiezione viene calcolata con lo stesso metodo di stima applicato alla preventivazione. Questo modello statistico corregge i valori erratici nei risultati annuali e tiene conto della tendenza. La stima viene aggiornata ogni anno sulla base dell’ultimo consuntivo. Pertanto, il modello di stima corrisponde alla tendenza delle entrate dell’imposta preventiva e non a una stima puntuale basata sulle entrate mensili.

5.    Perché l’imposta preventiva è così volatile?

In primo luogo perché gli utili delle imprese variano in misura considerevole. In secondo luogo, anche le distribuzioni degli utili delle imprese sono volatili. In fine, i fattori straordinari giocano un determinato ruolo: singoli casi possono alterare molto la stima delle entrate. Inoltre, i tassi d’interesse negativi possono far sì che le istanze di rimborso vengano rinviate il più a lungo possibile entro il periodo di tre anni. La combinazione di tutti questi elementi rende le entrate dell’imposta preventiva molto volatili.

6.    È sbagliato dire che ultimamente le stime delle entrate sono peggiorate?

Sì, perché in realtà le stime delle entrate sono notevolmente migliorate. In media, negli ultimi anni (2013–2018) le entrate sono state sottostimate dello 0,7 per cento. Si tratta di un valore insignificante, se si considera l’elevata volatilità dell’imposta preventiva, in particolare (2007–2012: 4,0 %).  

Figura 2: Confronto degli scostamenti dal preventivo (in mio. fr.)

7.    Il preventivo della Confederazione è sempre troppo pessimistico?

Le eccedenze nei consuntivi sono riconducibili in primo luogo a errori nella previsione delle entrate e della congiuntura nonché alla sovrastima delle uscite (residui di crediti).

Gli errori di stima delle entrate sono inevitabili, poiché l’evoluzione delle stesse è soggetta a fluttuazioni piuttosto forti. Tuttavia, le maggiori e minori entrate dovute a errori di stima si compensano nell’arco degli anni. Dall’introduzione del nuovo modello di stima per l’imposta preventiva nel preventivo 2012, ciò è garantito anche per quest’imposta.

Sul fronte delle uscite, gli avanzi rispetto al preventivo sono connaturati al sistema, poiché i crediti stanziati dal Parlamento con il preventivo non possono essere superati. Le unità amministrative tendono quindi ad adottare una prassi budgetaria prudente e a impiegare le risorse in modo parsimonioso. Questo spiega perché vi sono sistematicamente dei residui di credito.

Ultima modifica 16.08.2019

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