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Freno all’indebitamento

1 Ragioni e obiettivo
2 Funzionamento
3 Introduzione e prime esperienze
4 Sviluppo ulteriore
5 Estensione del periodo di pianificazione

1 Ragioni e obiettivo

Il freno all’indebitamento intende prevenire gli squilibri strutturali (cronici) delle finanze federali e impedire una crescita del debito, come è avvenuto negli anni Novanta, che è stata la causa dell’introduzione di questo strumento. Il freno all'indebitamento vuole garantire una politica finanziaria sostenibile e impedire che l'onere finanziario di progetti attuali possa essere trasferito alle generazioni future.

Con il freno all'indebitamento si vogliono, nel senso di un obiettivo minimo, stabilizzare nominalmente i debiti. In caso di successo, i debiti diminuiscono in rapporto al valore aggiunto dell'economia nazionale (tasso d'indebitamento), quando l'economia cresce. Nel quadro di preventivo e piano finanziario il Consiglio federale e il Parlamento possono definire un obiettivo più ambizioso nel senso di un abbattimento nominale del debito.

2 Funzionamento

Il freno all'indebitamento è basato su una regola semplice, secondo cui sull’arco di un intero ciclo congiunturale le uscite non possono essere superiori alle entrate. Il limite massimo delle uscite è correlato all'ammontare delle entrate, corretto da un fattore congiunturale (fattore k), che tiene conto della situazione congiunturale. In fasi di alta congiuntura il limite delle uscite è inferiore alle entrate e la Confederazione consegue eccedenze. Inversamente, durante i periodi di recessione, la formula tollera un deficit. Sull'arco di un intero ciclo congiunturale i conti sono quindi in equilibrio. La regola vale indipendentemente dal livello del carico fiscale. Essa ammette aumenti e diminuzioni d'imposta. Secondo la regola una diminuzione d'imposta deve essere accompagnata da una diminuzione delle uscite.

La regola di base vincola Consiglio federale e Assemblea federale. Nel quadro del limite delle uscite prescritto dalla regola, la sovranità in materia di preventivo rimane garantita. Il freno all'indebitamento riguarda il preventivo e le sue aggiunte. In situazioni straordinarie, quali forti recessioni, catastrofi naturali o eventi particolari, ad esempio in ambito d’asilo, il limite delle uscite della regola delle spese può essere aumentato con la maggioranza qualificata di entrambe le Camere.

I superamenti del limite delle uscite vengono addebitati al conto di compensazione mentre gli importi al di sotto del valore tollerato vengono accreditati. Gli addebiti, rispettivamente gli accrediti su questo conto comportano anche errori di stima nell’ambito delle entrate e della crescita economica. Essi determinano limiti delle uscite troppo elevati o troppo bassi. I disavanzi accumulati nel conto di compensazione devono essere eliminati nel corso degli anni successivi.

Benché le esigenze del freno all'indebitamento si riferiscano soltanto al preventivo, il Consiglio federale intende applicarle anche nell'ambito del piano finanziario, lo strumento strategico di pianificazione e di gestione del Consiglio federale e del Parlamento. In tal modo, al fine di garantire una conformità duratura del preventivo al freno all’indebitamento, potranno essere adottate in tempo utile eventuali misure correttive.

3 Introduzione e prime esperienze

Nel 2001 Popolo e Cantoni hanno approvato con una chiara maggioranza le disposizioni costituzionali relative al freno all’indebitamento, che è stato applicato per la prima volta al Preventivo 2003. Contrariamente alle aspettative, al momento dell'introduzione i conti pubblici della Confederazione non erano in pareggio, ma presentavano una notevole lacuna di finanziamento. Grazie all'attuazione rapida e coerente dei Programmi di sgravio 2003 e 2004 il livello delle uscite ha nondimeno potuto essere ridotto di circa 5 miliardi di franchi. In tal modo, l'obiettivo di un bilancio strutturalmente equilibrato ha potuto essere raggiunto già nel 2006, ossia un anno prima del previsto. Con le eccedenze conseguite dal 2006 al 2008 è stato possibile ridurre sensibilmente il debito.

4 Sviluppo ulteriore

Il debito della Confederazione è tuttavia continuato a crescere poiché le uscite straordinarie erano escluse dal freno all'indebitamento. Nella primavera del 2009 il Parlamento ha pertanto approvato una cosiddetta norma complementare al freno all’indebitamento con lo scopo di sottoporre anche il bilancio straordinario al freno all'indebitamento. La norma complementare esige che i deficit del bilancio straordinario siano pareggiati a medio termine attraverso il bilancio ordinario. Il conto di ammortamento funge da valore di riferimento e registra le entrate e le uscite straordinarie. Le eccedenze di uscite devono essere deve compensate sull'arco dei sei esercizi annuali successivi per mezzo di eccedenze del bilancio ordinario. Se il disavanzo è prevedibile, i risparmi necessari possono già essere accumulati anticipatamente.

La norma complementare non prescrive a Consiglio federale e Parlamento come debba essere ripartito l'importo da ammortizzare sull'arco dei sei anni successivi. In tal modo è possibile tenere conto di restrizioni di politica finanziaria di breve termine e allo stesso tempo della situazione economica globale.

La norma complementare al freno all'indebitamento adempie il mandato costituzionale secondo cui «la Confederazione equilibra a lungo termine le sue uscite ed entrate» (art. 126 cpv. 1 Cost.). Allo stesso tempo questa norma garantisce la posizione privilegiata delle uscite straordinarie rispetto al bilancio ordinario.

5 Estensione del periodo di pianificazione

L'osservanza a lungo termine del freno all'indebitamento richiede un periodo di pianificazione che vada oltre quello quadriennale del piano finanziario. Al fine di adottare tempestivamente misure correttive è di primaria importanza identificare precocemente le sfide di politica finanziaria in singoli settori politici. Prospettive e scenari a lungo termine, che si distanziano fondamentalmente dall'attuale metodica del piano finanziario, devono contribuire ad avviare provvedimenti mirati in singoli settori di compiti e a garantire il sostegno durevole del freno all'indebitamento (cfr. scheda informativa «Prospettive a lungo termine delle finanze pubbliche in Svizzera»).

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Ultimo aggiornamento il: 14.03.2012
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